La Voce di Chi Guarda al Futuro – Lettera dei docenti letta dalla Vicepreside dell’IC Sinopoli De Bella

Il testo completo https://www.istitutocomprensivopiersantimattarella.edu.it/wp-content/uploads/2025/10/Perche-il-nostro-si.pdf

Perché il nostro sì deciso e radicale alla nonviolenza e alla pace. Noi docenti per la pace e la nonviolenza, vorremmo condividere con la comunità educante alcune riflessioni che i fatti di questi ultimi anni ci impongono. “Definisci cos’è un bambino?” Una frase che martella la mente e il cuore di tutti noi che proprio ai bambini e ai ragazzi rivolgiamo il nostro impegno professionale. Quando nelle classi accogliamo per la prima volta gli alunni e le alunne, non ricerchiamo chi sia più meritevole di ricevere le migliori condizioni per crescere. Un bambino è un bambino… e basta! È un bambino sempre, da qualunque luogo provenga. Ma mentre impazzano le questioni “linguistiche” e le immagini si accavallano, vedere un bambino che porta sulle spalle suo fratello fa tornare alla memoria i simboli della nostra cultura e occorre allora chiedersi dove sia finita la capacità di com-passione, il senso di umanità. Noi, il popolo che ha fatto di Enea con il padre Anchise sulle spalle e il figlioletto Ascanio per mano una delle immagini simbolo della propria civiltà, non possiamo davanti a tanto orrore continuare a rimanere in silenzio. Come si può volgere lo sguardo dall’altra parte senza rimanere attoniti, smarriti. Come si può rimanere sordi e fingere che nulla sia cambiato, al riparo nelle nostre case, mentre il senso di umanità si perde ogni giorno in discussioni sterili, che legittimano solo la logica delle potenze, tutti addormentati in infiniti modi. Noi siamo dalla parte dei bambini e delle bambine, noi li accogliamo, li proteggiamo, li aiutiamo a crescere, a scoprire i loro talenti e a trasformare i loro sogni in realtà, perché è questo che fa una scuola. Ed è per questo che non possiamo girare lo sguardo dinnanzi alla catastrofe che ci circonda; è per questo che ogni volta che guardiamo uno dei nostri alunni e delle nostre alunne non possiamo non vedere gli stessi occhi dei bambini nati altrove. Ma, soprattutto, non possiamo tradire la fiducia che hanno in noi, raccontando verità storiche che poi, chiamati al confronto con la realtà, non sappiamo trasformare in esempi concreti. Dopo aver tante volte ribadito che ricordiamo la storia perché non accada mai più, adesso è nostro dovere rendere vive queste affermazioni con le nostre azioni. Siamo chiamati ad agire con la coerenza e l’onestà che il nostro ruolo ci impone, per questo non possiamo tacere: noi non siamo complici. Noi ci impegniamo per raccontare e agire affinché questo orrore possa avere una fine. Ogni nostra azione, anche piccola, è quanto mai necessaria, è l’unico modo che conosciamo per alzare la testa e, senza vergogna, dire, guardando negli occhi ogni bambino, abbiamo fatto del nostro meglio per garantirti la possibilità di vivere il tuo futuro. Lettera scritta a più mani, coordinata e condivisa da Tiziana Morgante.


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